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Longboard

longboards sono tavole lunghe oltre gli 9 piedi, con un ottimo galleggiamento, ed è il tipo di tavola utilizzato fin dagli albori del surf moderno nei primi anni del ’900. Originariamente in legno e con un’unica grande pinna posteriore, i longboards moderni sono anch’essi fatti di schiuma di poliuretano e fibra di vetro con resina epossidica o poliestere. Vengono utilizzati su molti tipi di onda, e si differenziano per forma e lunghezza in base allo stile del surfista. Una delle tecniche classiche del longboarding consiste nel camminare verso la prua e cavalcare l’onda stando con un piede (hang five) o con entrambi (hang ten) sulla punta della tavola. Tale tecnica è detta nose ride, e può essere combinata con altre manovre tipiche del surf.

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Alaia

Un alaia è una delle prime tavole usate prima del ventesimo secolo in Hawaii, è sottile, ha un nose round e uno square tail. Queste tavole erano generalmente lunghe tra i 7 e i 12 piedi (2 – 3.7m) e pesavano fino a 100lb (45kg) ed erano costruite in legno di Koa (un’acacia hawaiana). Si contraddistinguono inoltre dalle tavole moderne per la mancanza di pinne, il controllo e la manovrabilità sono dati dal concave e i rail affilati.
Le moderne alaia sono lunghe dai 5 ai 10 piedi e si possono considerare una versione più larga dei Paipo, gli antenati dei moderni bodyboard, e una versione più corta degli Olo, progenitori dei longboard lunghi tra i 18 e 24 piedi.  Il legno con cui sono costruite è Paulonia, una pianta originaria dell’Asia che fornisce un legno leggerissimo, flessibile e resistente all’acqua salata.

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Retro

Rientrano nella categoria di tavole retrò tutte quelle tavole moderne che vengono però realizzate secondo la concezione o le linee delle tavole degli anni ’70 – ’80, gli anni della shortboard revolution.
Solitamente si tratta di tavole corte, spesso molto voluminose, con linee morbide che donano anche uno stile di serfata “retro”, cioè molto più “loose” con  curve ampie sull’onda e meno aggressivo.
Spesso queste tavole sono singlefin, oppure twin fin nel caso dei fish (tavole corte, sotto i 6 piedi con un nose voluminoso e terminano in un ampio tail di tipo swallow, simile appunto a una coda di un pesce). Ultimamente si stanno sperimentando anche nuovi sistemi di pinne quad fin (quattro) o bonzer (da 5 in su) che donano maggior maneggevolezza a queste tavole.

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Handplane

Ultima novità in casa CastHell Surfboards. Una riscoperta della purezza del bodysurf. Queste “tavolette” permettono di planare e surfare un’onda nel modo più puro e naturale possibile: col proprio corpo, ritrovando l’essenza del piacere di scivolare semplicemente sull’onda.. Inoltre possono essere comodamente portate in qualsiasi bagaglio e per non rinunciare mai alle proprie passioni in qualsiasi viaggio..anche in quelli di lavoro, no?

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Fins

Le pinne in una tavola da surf servono per darle direzionalità e controllo durante le curve. Donano inoltre stabilità nella traiettoria della tavola e permettono al surfer di controllare la direzione spostando il peso sulla tavola.
Vennero introdotte sulle tavole da surf a partire dagli anni ’30 e ciò rivoluzionò il modo di surfare e il design delle tavole stesse.
A seconda del tipo di tavola e comportamento che si vuole ottenere, le pinne possono essere in numero variabile (1 singlefin, 2 twinfin, 3 thruster, 4 quadfin, 5 bonzer, ecc ecc,) e avere forme dimensioni e materiali differenti e in base a questo cambiare radicalmente la loro risposta e comportamento.

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Skate

Lo skate “moderno” è nato in California circa negli anni ’60 a Dogtown, il “ghetto-surf” di Venice. Lo inventarono un gruppo di surfisti per poter surfare anche quando in mare non c’erano onde, “il surf fece le regole dello skate e lo skate cambiò le regole della strada”. Generalmente gli skate sono costituiti da una tavola in legno, un sandwich multistrato (per dare maggior resistenza). Gli strati di legno vengono tagliati, pressati ed incollati insieme in modo da garantire alla tavola (deck) grandi doti di robustezza e flessibilità. La tavola è montata su attacchi (trucks) che permettono di sterzare e che sono regolabili in base alla specialità ed al peso del rider. Le ruote e i cuscinetti esistono di varia natura e dimensioni ognuna con proprie caratteristiche specifiche per modificare il tipo di “surfata” sull’asfalto e per adattarsi ai diversi tipi di terreno.

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